L’acqua e’ vita , ma quando si accumula compaiono i gonfiori. Bisogna rimediare!

 

“Nell’universo non vi e’ nulla di piu’ morbido e debole dell’acqua. Ma nulla le e’ pari al suo modo di opporsi a cio’ che e ‘ duro. Nulla puo’ modificare l’acqua. Che la debolezza vinca la forza, che la morbidezza vinca la durezza ognuno sulla terra lo sa, ma nessuno e’ in grado di fare altrettanto”

Parole del filosofo cinese Lao Tse, che ci dicono quanto l’acqua in realta’ sia forte e potente.

SE SBAGLIA STRADA

Il nostro corpo e’ composto dal 60 per cento di acqua.

L’acqua e l’ambiente in cui sono immerse le cellule, il mezzo di cui si servono per scatenare le reazioni biochimiche che avvengono nell’organismo, l’elemento in cui nuotano mediatori chimici e ormoni.

Non solo: l’acqua governa e promuove anche i meccanismi metabolici, depurativi e di drenaggio dei liquidi che molto hanno a che vedere con la nostra linea.

Capita pero’ che piano piano si accumulino laddove non dovrebbe. Lo vediamo dando uno sguardo veloce alla nostra immagine allo specchio, lo rileviamo anche dalle funzioni del nostro corpo.

Si parla in questo caso di ritenzione idrica, un problema che affligge una persona su tre, soprattutto noi donne.

E’ una parente stretta della cellulite, la ritenzione: si forma quando i liquidi nel nostro organismo non sono ben drenati e si “impigliano” nei tessuti del corpo; il sistema linfatico e’ sottoposto a sforzo eccessivo e non riesce a recuperare le componenti fluide cedute dai capillari.

I liquidi non drenati si accumulano negli spazi interstiziali e si formano edemi, gonfiori che l’organismo fatica a smaltire.

I TESSUTI SI INFIAMMANO

La stasi del microcircolo colpisce soprattutto la pelle a livello del derma, che e’ la parte piu’ vascolarizzata. Cominciano cosi’ a prodursi edemi, che provocano infiammazioni, le quali si estendono allo strato adiposo sottocutaneo.

La cellulite si forma proprio in questo modo. Quando i tessuti iniziano a trattenere ristagni di liquidi, l’ossigenazione e’ ridotta e nelle cellule si accumulano grasso e acqua.

In seguito, questi cominciano ad indurirsi e a dolere, e compare la cellulite.

I segnali sono piuttosto inconfondibili: gli arti inferiori, in particolare le caviglie, si gonfiano; si avverte un fastidioso senso di pesantezza delle gambe.

In alcuni casi, l’ago della bilancia segnala un aumento di peso provocato dall’accumulo di liquidi. Talvolta poi si scatena una sensazione di dolore e bruciore.

LE ZONE PIU’ DELICATE? LE PIU’ RICCHE DI GRASSO

A scatenare questa fastidiosa situazione e’ un’alterazione del delicato equilibrio idrico del nostro corpo, ovvero la sua capacita’ di liberarsi dell’acqua in eccesso. Il nostro organismo e’ costituito per il 60-70 per cento da acqua: una quantita’ che puo’ calare nelle donne, che hanno una componente idrica pari al 50% del proprio peso corporeo.

Il sesso femminile ha infatti una maggiore quota di tessuto adiposo, che lega con se’ meno acqua rispetto a quello muscolare, piu’ abbondante negli uomini.

L’acqua che scorre nel nostro corpo e’ , per i due terzi, racchiusa nelle cellule (e’ detta acqua intracellulare) ed e’ il liquido in cui sono immersi gli organelli che concorrono alla vita dei tessuti.

Un terzo, detto liquido extracellulare, e’ quello che compone il plasma, la parte liquida del sangue, la linfa, il liquido interstiziale e il liquido cefalorachidiano.

A separare le componenti fluide del nostro organismo concorrono diverse membrane semipermeabili: quelle cellulari separano il liquido interstiziale, in cui sono immerse le cellule, dal fluido intracellulare. Non sempre si ha la giusta proporzione tra i liquidi “liberi” e quelli racchiusi nei vasi sanguigni o nelle cellule: si tratta di un’equilibrio delicato, che non e’ sempre facile da mantenere.

Succede quindi che il liquido situato tra una cellula e l’altre ristagni, tenda ad accumularsi e dia luogo a  un gonfiore, che in genere si concentra nelle zone piu’ ricche di tessuto adiposo, come le gambe, i glutei,la pancia , ma anche le caviglie.

RIATTIVANDO IL CIRCOLO OTTIENI SUBITO MOLTI VANTAGGI

I capillari, entro cui scorre il sangue che nutre i tessuti, lasciano trasudare un po’ di liquido che riempie gli spazi tra le cellule. A riassorbirlo, sono i piccoli vasi linfatici che confluiscono in collettori sempre piu’ grossi, i quali a loro volta finiscono per restituire tale liquido, sotto forma di linfa, nel sangue.

Se i vasi linfatici non riescono a raccogliere tutto il liquido perche’ non svolgono al meglio la loro azione, compaiono i gonfiori. Insieme ai liquidi, inoltre, nei tessuti finiscono per accumularsi tossine. 

Queste rischiano di aggravare ulteriormente il problema rendendo ancora piu’ difficoltose la circolazione e l’eliminazione di ristagni d’acqua.

UN PROBLEMA DI VASI

La ritenzione puo’ essere causata anche da un problema della circolazione sanguigna. Complice il caldo , i capillari si dilatano, le pareti venose diventano piu’ permeabili e alcune componenti del sangue (in particolar modo l’acqua, le proteine e il sale) si disperdono nei tessuti adiacenti e scatenano gonfiori.

Fare in modo che l’acqua riprenda a scorrere , e ridurre di conseguenza i gonfiori, gli edemi cercando di eliminare le cause, avra’ una serie di ripercussioni positive sull’organismo.